GOCCE DI SANGUE VIRTUOSO

Sono state tre notti
tre giorni
Unico sfogo

Fioca
rosa
diffusa solo nella mente
una lucetta del comodino
coperta quasi
da rosse mutandine
ricamate
con fiocchi neri
Lucidi
come lacci zigani

Il tempo
l'ore
più non esistevano
E il cuore batteva
sempre più forte
quasi un rumore

Sapore
di corpi sudati
profumo vago
insistente
forza
abbandono

Sfiancato
perduto
come prima di nascere

Il suo corpo
mi teneva prigioniero
solo bramavo
sempre
ancora
Temevo
finisse
tutto
Per sempre

Corsi piano
dal dottore:
Può succedere
è strano
ma
a volte accade

Io so
che mi ha svuotato tutto
Per altri amori
non c'è più
liquido alcuno

Sono ricordi
confusi rimpianti
lontani

Scivola via la vita

Sento
mi accorgo
c'è un qualcosa
non so

Fuori
nel cortile
odo voci
da coro greco
Sono Furie
reclamano sangue
Hanno vene
quasi secche.

Padova 25 febbraio 2007