LA GROSSA MACCHINA NERA

Ad un'ora
sempre la solita
si apriva il cancello di ferro a due ante

Via Beato Pellegrino era buia e faceva anche paura

Senza una luce

Appena si vedeva la vecchia rossa lampada da venti candele
che ancora usavano i miseri-miseri
per non fare bisogno
per terra

Restava col motore acceso
e il fumo dello scappamento usciva bianco
tanto costava poco o nulla tenere il motore acceso

Scendeva dallo scalone la signora con lo scialle
e si faceva portare a casa dopo un'ora di amore
che altro non era che sfogo
fisico
dopo che il conte si era separato

Le traverse strette appena servivano per accorciare il tempo
arrivare prima a casa senza dirsi una parola

Mai prete confessore seppe qualcosa

A nessuno interessava
il fatto

Manco ci pensava poi.

Padova 30 dicembre 2009
(e lo chiamano amore)