NOTTE

Vaga la mente
oltre il balcone

Un bianco fumo
scivola
indeciso

Si accende
si spegne
la sigaretta immaginata

Depressione
mutismo
rancore
solitudine

Appena si scorge
una sagoma scura

LA CHIAVE PERDUTA

Vuoti la sera
i giardini dei bambini

Cercavo svanito

Cercavo

La bici trascinata
a mano
sul marciapiedi

La gente si scansava

Pozzi
secchi
vuoti

L'acqua in cielo
come una cappa

SEMBRAVA DOVESSI ANDARE LONTANO

Senza avvertire alcuno
mi vesto

Al buio

Pensieri legati ai capelli

Giorni fa si è festeggiato il 30°
di "Prima Pagina"

All'appello mancava qualcuno

E'stato un abbraccio generale
ricordi

LA RAGAZZA DEL FIUME

Spianato in più punti
l'argine del Misa
offriva varie piste
per ballare

Una tromba
qualche fisarmonica

Merende
bottiglie di vino

Tutti ridevano forte
masticavano a bocca aperta

La tanta polvere

LA STAZIONE DI CALALZO

Senza biglietto

Tradotta vuota
viaggio al buio

Fuori
solo pioggia

Un vagone
tirato da vecchia locomotiva
su binari coperti d'erba

Sassi sporchi di ruggine

Gelata l'acqua del Dnieper

FIOCA LUCE

A schermo spento

Ronzano sopra i piatti
le parole

Non so come
perchè

Parla di soldi
fine mese

Rompe il mutismo
grida la parola
soldi

Che gelo
mi si chiude lo stomaco

CON LA MOTO CHE MAMMA VOLEVA

Arriverà domani
il massimo il giorno dopo

E allora partirò

Correrò senza paura
sino alle Colline
sempre sfiorate

Quando andavo a Senigallia

Il Castello di Cagliostro
Le mura di Gradara

VOGLIA DI ANDARE

A Parigi
od anche
Vladivostok

Lontano

Da solo

Vedrò cavalli pieni di mosche
all'orizzonte
nel deserto della Mongolia
Agiteranno svogliati
code trascurate

In piedi o sedute
ombre sfocate

PUDORE

Quattro camionisti

Le sei di mattina
bevono caffè corretto
parlano di calcio
in lingue che non conosco

Sanno di sudore lontano un miglio

Posso dire
che vado a pulire libri
Respirare
antichi libri?

LE PAROLE DI AMORE CHE NON DISSE

Soffocato francese

Notturni sogni dell'anima morta

Via
via
tutto via

Le offerte bianche palme
paion bucate

Ecco il pasto del cane

Volto di donna sola
sul lavato pavimento

RITAGLIO DI GIORNALE SEI FEBBRAIO 1962

Rivendicazioni salariali
paura

La paga in lire
a Padova

C'è rischio che...
pare

Speculazioni edilizie
evasione fiscale
una mozione parlamentare

150 posti di lavoro a rischio

Su questo foglio incollato

NOTTE SUL GOLFO

E'
il mare
in amore

Luccica
brilla

Taglia
la scia

Vola

Non scotta
quasi rosso

Riflette la luna

Ricorda il sole
del giorno prima

Pare l'acqua
avere l'anima.

Padova 26 settembre 2007

POLVERE E SOLE-BUCHE E PIETRE ANTICHE

Grazie

Oggi sento il cuore allegro
gonfio

Gioia
confusione leggera

Sarà questo giorno
pieno di sorrisi
gentilezza musicale

Grazie di esistere

Quando arriva una mia riga
anche la pausa

PARIGI VERRA' SETTEMBRE COSE

Scenderò dal treno
alla Stazione Pricipale

Con ancora in testa
ornamentazioni di Corelli
qualche riga sgualcita della Ortese

Vedrò bancarelle piene di libri
lungo la Senna

Mi fermerò sotto la Torre

LA MOSTRA DELLE BAMBOLE

Alla Rocca
dentro celle e saloni
stavano esposte

Ho cercato
immaginato
duelli
rincorse
fughe
gridi

Voci dipinte
fantasticherie sul Valentino trappole
veleni

Sparse per terra
freccie insanguinate

LA PIOGGIA NEL CIELO SOSPESA

Dorme a quest'ora
il vecchio operaio

Riposa

Si gira
rigira nel letto

Non sa che il suo sogno
le lotte
la vita
le paure tutte
nessuno vedrà

Ho conosciuto quest'omino
timido
schivo

RICORDI

C'era stato un nome

Non conosceva parola alcuna
Rime e Ritmi

Oppure Rimbaud solo
capiva

Sguardi lunghi
pesanti
lasciavano ombre
nella notte bagnata
di acqua salata

Senigallia d'inverno

POCO PIU' DI DUE STANZE A TARDA ORA

Senza mai
le braccia tendere

Ho vagato
nelle stanze
per notti
notti
e ancora

Non un libro
un fiore
intralciarono
i passi miei

Silenzio

Senza timore
ho volato

Per tempi sconfinati

ERA LA MIA VITA A ROMA

Chiusa la finestra
nessuna nota
in strada

Solo silenzio grigio

Fioche luci agli angoli
per improbabili pensieri

Quella stanza con tanti libri
armonie
soffocati amori

Al quinto piano
cento scalini

BUTTATO VIA

Senza Bora

Aiuto di antichi versi
stampati sul libro del cuore
vedo
sento
l'astio pesante
la solitudine nascosta
vigile

Pronta a colpire
con forza vigliacca
furiosa
me
da solo

FOGLI DI GIORNALI AI VETRI

Sempre

Si usciva dall'ufficio
tutti assieme

Piazza Venezia
pareva un mercato
per il gran ridere

Quelle sera
cambiai strada

Casa nuova
in Via Casilina

Una famiglia appena composta

VERRANNO I COLONNELLI

Così com'è
quasi aspettasse un segno

Nel buio dell'antro
esigua fila
divisa da corda marinara

C'è chi va

Viene

Riconosco appena
i posti dove giocavo
bambino

Un'ombra
come le vedove

LA NUOTATA DI PORTO BRANDAO

Tra i fiori del Mincio
riemersi

Presi fiato
percorsi sottacqua
i canali
attorno Palazzo Ducale

Udivo
il passo delle Signore
sopra

Dal Broletto
ammiravo la Facciata dell'Alberti

DOMENICA DI MAGGIO

A Castelfranco
una ragazza in jeans
vola di gioia

Sul palco dell'Accademico
a braccia aperte
lancia un grido

Tiene quell'accordo dispettoso
di Teleman
che ad ogni costo
non voleva saperne

I POLSI DI CLAUDIA

Arrivano

Eccoli

Arrivano
i giovani

Scompare
la cupa
ombrosa malinconia

Nuotano
nell'onda immaginata
di Via Beato Pellegrino

Sorridono al cielo

Volano spruzzi
bianchi

EROS E THANATOS

MARIA
sei sbucata improvvisa
ridendo
hai fatto un salto
addosso
quasi cadevo

Proprio all'angolo di Via Beato Pellegrino
davanti la libreria
sotto il portico

E profumavi
e sapevi di mattino fresco

FIORE BIANCO SULL'0RTO

Manca qualcosa
stamattina

Pari le seggiole
attorno al tavolo

Odore di vino svanito
sui fondi dei bicchieri
carte da gioco
sparpagliate

Sporche
bagnate
sbecchettate

Gioco lasciato a metà

RIAPRE LA SCUOLA

Daccordo col sole

Sorrisi lunghi e maliziosi
Vissuti
quanto Via Beato Pellegrino
colma
di ragazze e ragazzi

Aspettano

Di colpo
spalancano i Portoni del Maldura

Manca il fiato
a guardar dentro

LIBRO

Non so perchè

Vagamente ricordo

Era un angolo qualsiasi
una casa abitata
solo d'estate

C'erano pini
aiuole
sabbia

Turisti distratti

Fu proprio li
al Lido di Venezia

Un negozietto

MEZZOGIORNO IN VIA BEATO PELLEGRINO

Mattina assolata
pare primavera

Invece arriva autunno

Odori
profumi
bianco dei pantaloni
a vita bassa

Attesa allegra
aprono
I Portoni del Maldura

Ci scaldiamo come gatti
all'ultimo raggio di sole

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