QUADRETTO IMPROVVISO

Accucciati
sdraiati quasi
Sopra un lenzuolo sfilacciato
bianco
Ridono piano
di gusto
due ragazzi del Partito
Ne ha viste
questo cortile
Pulito
nascosto tra vecchie mura
al principio
di Via Beato Pellegrino

ANIMA STUPRATA AI MARGINI DEL BOSCO

PELLICOLE SVANITE
SFUMATE IMMAGINI
SOLO
NOME E COGNOME
DUE DATE

DI SILVIA PEATH
RESTANO ALMENO
SOSPIRI
ESPRESSI NELLE SUE POESIE

TU
INVOCAVI
DISPERATA
AIUTO
SCOMPARIRE

MUTI PIANTI SILENZIOSI

G I R O T O N D O

Circoli concentrici
grembiulini azzurri
rosa
sulla Collina di Montparnasse
Neniette ripetitive
al cielo rivolte
Bambini
delle Materne
note graziose

Non capisco
parole
Solo sorrisi

Camus

Z I Z I

Sul marciapiede
di una strada anonima
appoggiata al muro
seduta per terra
Una ragazza pensosa
disegna
con pezzetti di gesso
i contorni
dei suoi magri piedi

Vestita di povere cose
non chiede elemosine

MONTMARTRE 2006

Sole
nuvole
non vedo
Sorrisi tanti
però
Giovani grida
su e giù
per le scale
Due ragazze si bloccano
Abbracciandosi
fermano il tempo
con l'autoscatto
Dimentico la fatica
mi appoggio al muro

IL GIORNO DI CHI ?

Nudi
spogliati
i grandi alberi
di Piazzale Mazzini
Volano
nervose
le piccole foglie
gialle
Sbattute con rabbia
sui muri
contro le macchine
in sosta
Ogni angolo
nascosto cortile
è gonfio

CERCATI UN BRAVO RAGAZZO

All'ultimo tavolo
nell'angolo in fondo
voltava in fretta
le pagine del giornale
Non credo leggesse
però
Aspettava solo mezzogiorno

Oggi mi sembra
un pò trascurata
Mancano
quei segni neri

CHIACCHIERE SONO SOLO CHIACCHIERE

Celesti
come se li disegna
Dacia Maraini
Sembrano
occhi di ragazza
che deve recuperare
Troppo tempo impegnato
a lavorare
per bisogno
ideali politici
Splendeva alto il sole
Per evitare sassi

PAESE SFUMATO

Il vuoto dell'anima
appeso ad un ramo
Secco
Da tanto
Pare una foglia
Tra poco si stacca
Un piccolo nervo
ancora regge
solo
Soffio notturno
in assoluta indifferenza
lo ruberà
Piede straniero

A PARIGI

Umide pietre
modesti cipressi
muschio incollato
sul muro di cinta

Nomi lontani nel tempo
adorati
immaginati

Un mondo sentito per radio
quand'ero bambino
Volti disegnati
su pellicole
vietate dai preti

THOMAS SCHIPPERS

Bello
come una Madonna Senese
Saliva e scendeva pei scalini
dell'Auditorium

Quella bacchetta in mano
era stato il frustino
che a Connie cadde
quando Mellors
tra le sue braccia
la distrusse

ERA MADAME BOVARY

Trovò
la Scientifica
a gambe strette
coperta da manto viola e sottile
per terra
abbandonata
donna sola

L'Arpa birmana
aveva annunciato
la fine del pianto
Lacrime secche
senza più fonte

FUGGE QUI' SOTTO LA SENNA

Quella che era la nostra casa
un pezzo per volta
se ne va
Poltrone
seggiole
tavoli
divani
Letto a castello
in ferro
rosso
Gli amatissimi libri
sparsi
nascosti
pare
In garage
nel bagno
sopra i termosifoni

NOTTE SOLA

Nel sogno subito
la voce ho sentito
bora e sospiri
chiamare

Virginia stampata
stupita guardava
fuoco
acqua
esangui pagine
bruciare indifese

Viola
pesante
la gonna
strappata
Vecchia
la giacca

I L V I O L I N O P E R D U T O

Quasi stride
rapido fugge
nascosto nel buio
Questo gioco di sangue
gonfia i pensieri

Ha perso la voglia di dire
rimane adagiato
il violino

E' stata una misera storia
Solo tumuli
in umida terra straniera

LA SIGNORA FRANCHINI

Da quando è rimasta vedova
fa l'affittacamere
Di mezza età
Conserva gli occhiali del marito
vari oggetti sparsi
sui mobili di casa
Sorride gentile
con gli ospiti
ma non si pettina più
Mezza bionda

S I L E N Z I O

Scorsi in fretta
i titoli
di qualche giornale
Un faticoso sguardo
a manifesti
confusi
appiccicati
Si vende
si compra
svaniscono i colori

E' sabato
Molti fingono di dormire
un'ora in più

A META' GIUSTO - A META' GIUSTO-

Delicato pensiero
quel libro illustrato
in bianco e nero
regalatomi
Così
come se fosse la cosa
più naturale
Ho letto
quanto descritto in italiano
Capovolgendolo poi
ho ricominciato la storia

L U C C I O L E E L A N T E R N E

All'angolo di Via Veneto
giù in discesa
a destra
c'era la Libreria Einaudi
Tre scalini
in pietra bianca
una porta di legno pesante
Mancava la vetrina
Tra quegli alberi frondosi
sani
ci fermavamo tante volte

GLORIA ALL'ALBA

Erano semplici versi
Rime baciate
facili a ricordare
Una storia di guerra
Grande deserto
senza un filo d'acqua
Basso il destriero
ed anche zoppo
faticava reggere
l'eroe
Senza orizzonti
volevan conquistare il mondo

L A PENNA SCRIVE DA SOLA

Ronzio odioso
dalla radio che non ascolto
Commenta una voce
i fatti del giorno
Vocali
consonanti
forse è un'altra lingua
Il Ponte sul Bosforo
La Morte di Marat
Guernica
Immagini fondamentali

COME SE FOSSE VERO

Vedi la luna?
E quella stella?
Non quella
l'altra
a sinistra
si proprio
Ecco
Se vuoi
te la regalo
Salgo di notte
sul tetto
Mentre dormirai
andrò a rubarla

Il giorno dopo
ti sveglierai con un pacchetto

GIORNATA DISPARI

Un soffio primaverile
senza sapore alcuno
ho creduto di sentire

Tra il muro
ed il mio fianco

Ho stretto la catenella
sul passaggio pedonale
A testa china la giovane suora
sempre pregando

S I L E N Z I O

Sospesa
La nota
non cade
Accanto la mimosa
un filo immaginato
la regge
Inizia
quel ricciolo
una sinfonia
senza nome
Aspetta l'archetto
spasima la corda
Piegata a sinistra
inizia la viola

IL MERCATINO DEL GIOVEDI'

OTTO BANCHERELLE
SOLO OTTO
VECCHI LIBRI
SLABBRATI
DI SCUOLA ED AVVENTUTE
MADONNE COL BAMBINO
PANORAMI CONFUSI
CIELI ROSA SFUMATI
FERRI DA STIRO
PESANTI
QUELLI A CARBONE
POSATE IN ARGENTO
LUCIDATE CON SABBIA

IL GIARDINETTO DEI GIOCHI

OSCILLA
INDIETRO
AVANTI
SOLA
L'ALTALENA

LA PICCOLA FARFALLA BIANCA
IMMOBILE
CERCA EBBREZZA
RICORDI
PROFUMO
VUOTO E' IL SEGGIOLINO
PRIMA
STRINGEVA LE CORDE
UN BAMBINO
PER NON CADERE

PIU' NULLA DI CIO'

QUANDO SI VOLSE AL MARE
SCORSE UNA BIANCA VELA
TRASPARENTE
LENTA
SENZA DRAMMA
AFFONDAVA

COME STAMPATO
IL SOLE ROSSO
SORRIDEVA
C'ERA LA TRATTA
DAVANTI AL REGINA
SI SAREBBE CONCLUSA
DENTRO LA RETE

INUTILE PENSIERO

SE E' ARRIVATA
QUESTO NON SO
PITTORI
POETI
MENDICHI
NULLA HO PERCEPITO
STREMATO
LUNGA ATTESA SULL'ARGINE
OCCHI APPICCICATI
DENTI SERRATI
STUPIDE LABBRA
SEMIAPERTE
SENZA AUTOPSIA
INDIFFERENTI NECROFORI

INTERVALLO ORE 13

PARE
QUALCOSA CI SIA
CERCO TRA I VOLTI
CAMMINANO SVELTI
CORRONO
TUTTI
DOVE NON SO
UNA INDOSSA IL BURKA
UGUALI
GLI ALTRI
NEGLI USURATI JEANS
ZAINI GONFI
SIGARETTE
CELLULARI
RAGAZZI
RAGAZZE

AMORI SMARRITI

ERA D'ESTATE
LA SERA
DOPO LE OTTO
SI FACEVA LA PASSEGGIATA
SUL LUNGOMARE
O TRA LE VIUZZE INTERNE
IN CITTA'
AVEVA
CARLA
POCO PIU' DI QUATTORDICI ANNI
PER LA SUA ETA'
ERA ALTA
LE FORME GRAZIOSE

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