SILVIA E CAPRONI A CAMIN

Era la sera
poi venne mattina
Passo leggero
rapido
su l'erba
tra i pini
L'aria ristagna
Assorbi
analizzi
sorridi
Il profumo della tua pelle
proprio non so
Ami
conosci Caproni
Mescolo i rossissimi capelli tuoi

ZIA LINA NON C'E' PIU'

Non sapevo
Credimi Zia
io non sapevo
Si parlava di Caproni
Così come Annina
rinacciavi
Andava Lei spedita
in bicicletta
per Livorno
nelle vie del porto
Oscillava al collo
la catenina
brillava la spilletta

M E T A' P O R T A

Tre scalini
rifatti appena
per l'estate
su cui sta
C'è ombra
nel piccolo cortile
un albero poverello
senza foglie
solo secchi rami storti
Uccellini nessuno
Resa nonna
dalla figlia ragazzina

I M P A R A R E A L E G G E R E

Non trova nel bosco
il cacciatore
l'eremo nostro
Spara alla luna
ulula alle stelle
Abbatte la scure
l'arrocato gufo
sul curvo ramo
Le campane del Carmine
immobili
lontano
ripetono il pianto

P O C O P R I M A D I P O N T E M O L I N O

Folli dita
forti-nervose
affogava nella bianca cera
Canova
di mattina
Nella piccola barchetta
ospitava:
i suoi pensieri alti
come i monti attorno
la modella prestata dagli Dei
per poche ore

G I O C H I P E R I C O L O S I

Verrà l'autunno
di già l'estate
pare stia finendo
Brevi
improvvise grandinate
qualche ombrellino colorato
fuggi-fuggi dalla spiaggia
Gli abiti leggeri
come bandiere ieri
vengono riposti

A SPASSO GIRANDO A VUOTO

Tra tante spese
oggetti luminosi
vivaci colori
semplice appare
nella vetrina del Centro
un libro in regalo
a chi fa compere
sotto le feste
In particolare
" Le Affinità Elettive "
attira la mia attenzione

V O L O R A S E N T E

Sparita
dentro l'albero
quello vicino casa
la rondine riposava
Dopo Venezia
voleva arrivare ad Oderzo
prima di notte
Riempì d'aria
i polmoni
chiuse gli occhi
strinse il becco
allargò le ali

IL SOGNO SEPPELLITO

Desiderata
sognata
assolata giornata
Anche se chiesi
rispondere
alcuno non vidi
Pesanti imposte
della Locanda
sul marciapiede sinistro
La Senna sotto
Testimone discreta
gonfia di memorie

C O L L I D E R E

Collisi
un giorno lontano
contro qualcosa
che non seppi.
Erano ali
sospiri vagheggianti
onde marine
vicino alla Punta del Molo.
Fogli sparsi
di un libro stracciato
per rabbia.
Scorsi il Cavaliere

COSA DICE QUESTO PICCOLO FOGLIETTO

Era un generico operaio
di terzo livello
Classe 1914-invalido militare-
i cui genitori
pare
deceduti per ictus
Si legge a fatica un nome
Era il 1963
Il medico curante sottoscrisse
Non può più lavorare

CREDEVO FOSSE VITA POI LA TESTA ESPLOSE

Un rigo
un pensiero
mai più
Non fate commenti
per favore
Non era Via Veneto
Roma
Agosto
in riva al mare
Giuseppe leggeva
spiegava
girava le pagine
Disegnava nell'aria
Pittura Senese

SVANITI COLORI

Ancora agitava
leggera
colorate piccole ali
la farfalla di seta
prigioniera
nella bottiglia di plastica
Correva sul fiume
verso il mare
Addio voli sui rami
degli orti aspirati
sotto il sole di maggio

SE TUTTE LE RAGAZZE.........

Avessero i tuoi occhi
neri
nerissimi come la notte
quando i lupi divorano agnelli
Grandi occhi
possessivi
scoperti
solo per un attimo
Le delicate tue lunghe-pallide
agili mani
attorno la zanna ritrovata

UNA SOTTILE COPERTINA

Rosa pallido
Era una carta umile
Stampato dalla Bietti
nel ventennio
" Il Tallone di Ferro "
Appena uscito
dal negozio sul Corso
un pomeriggio pieno di sole
Colocci mi donò
Con emozione
sottovoce

LA STRADA VUOTA

Non passa
a quest'ora
alcuna monaca
Anzi si
una mi urta
Guardo il cielo
Senza espressione lei
Tiene stretto
quasi lo spezza
un rozzo rosario
Pare comandata
Va al Carmine
senza voglia
entusiasmo

LA BICICLETTA DI RANDI

Appoggiata al muro
senza toccarlo
Ha il cavalletto fragile
delicato
tutta pulita
La targhetta di carta
gialla
invita a pedalare
Quando capita
dalle parti di
Palazzo Maldura
passa di quì
Con un libro

PARIGI O CARA

Sentirò
come stamattina
i Suoi occhi
forarmi la schiena
Vicina
addosso
si aggiusta la ciocca
che appunto Le cade
Quasi una carezza
ai capelli blu
nerissimi
dal sapore colmo d'intese
Ci siamo sorrisi

LETTERA A GIOVANNA PUNZO

Non ho suonato al campanello
E'un palazzo anonimo
di Piazzale Mazzini
Abita proprio davanti
l'edicola di Maurizio
Il nostro messaggero
Sistema di corsa
il suo chiosco
Come per magici trucchi
escono di continuo

I LIBRI CARI , SENSAZIONI

Scorro con calma
tante emozioni
quel libro di arte Romanica e Gotica
Pagine larghe
illuminate
pesanti
lisce
Il mondo degli ultimi mille anni
in Europa
Croci di pietra d'Irlanda
Gesù inchiodati

E QUANDO VENNE LA LUCE DEL GIORNO

Vidi meglio i suoi magnifici
grandi occhi azzurri
Aveva gambe lunghe
di gazzella
Camminava a passi doppi del normale
Le calze bianche
di cotone
sino ai ginocchi
Scarpe lucide e nere
A scacchi

PROSPETTO DI LIQUIDAZIONE

Anni di lavoro
commisurati in anzianità
Resta una somma
allora
espressa in lire
La vedova invoca il giudice
giustifica la sua indigenza
Servono soldi
per i figli minori
Soldi del lavoro
di papà

STELLA STELLINA

Non sa
non può sapere.
Di notte
lei sola
bianchissima
lontano
al centro
sopra Ponte Molino.

E'ora
aspettano.

Dopo il botto violento
stesso istante
la porteranno a Senigallia
Di lui

IL MARE C'ERA........ANCHE SE LONTANO

La zappa
la vanga
la pala
Dai con gli arnesi
di lavoro per la terra
Fatica
sudore
vino
e cavoli a merenda
Prima che sorga il sole
alla cieca
starnuti
spruzzi per aria
sino al tramonto

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