THOMAS SCHIPPERS

Bello
come una Madonna Senese
Saliva e scendeva pei scalini
dell'Auditorium

Quella bacchetta in mano
era stato il frustino
che a Connie cadde
quando Mellors
tra le sue braccia
la distrusse

ERA MADAME BOVARY

Trovò
la Scientifica
a gambe strette
coperta da manto viola e sottile
per terra
abbandonata
donna sola

L'Arpa birmana
aveva annunciato
la fine del pianto
Lacrime secche
senza più fonte

FUGGE QUI' SOTTO LA SENNA

Quella che era la nostra casa
un pezzo per volta
se ne va
Poltrone
seggiole
tavoli
divani
Letto a castello
in ferro
rosso
Gli amatissimi libri
sparsi
nascosti
pare
In garage
nel bagno
sopra i termosifoni

NOTTE SOLA

Nel sogno subito
la voce ho sentito
bora e sospiri
chiamare

Virginia stampata
stupita guardava
fuoco
acqua
esangui pagine
bruciare indifese

Viola
pesante
la gonna
strappata
Vecchia
la giacca

I L V I O L I N O P E R D U T O

Quasi stride
rapido fugge
nascosto nel buio
Questo gioco di sangue
gonfia i pensieri

Ha perso la voglia di dire
rimane adagiato
il violino

E' stata una misera storia
Solo tumuli
in umida terra straniera

LA SIGNORA FRANCHINI

Da quando è rimasta vedova
fa l'affittacamere
Di mezza età
Conserva gli occhiali del marito
vari oggetti sparsi
sui mobili di casa
Sorride gentile
con gli ospiti
ma non si pettina più
Mezza bionda

S I L E N Z I O

Scorsi in fretta
i titoli
di qualche giornale
Un faticoso sguardo
a manifesti
confusi
appiccicati
Si vende
si compra
svaniscono i colori

E' sabato
Molti fingono di dormire
un'ora in più

A META' GIUSTO - A META' GIUSTO-

Delicato pensiero
quel libro illustrato
in bianco e nero
regalatomi
Così
come se fosse la cosa
più naturale
Ho letto
quanto descritto in italiano
Capovolgendolo poi
ho ricominciato la storia

L U C C I O L E E L A N T E R N E

All'angolo di Via Veneto
giù in discesa
a destra
c'era la Libreria Einaudi
Tre scalini
in pietra bianca
una porta di legno pesante
Mancava la vetrina
Tra quegli alberi frondosi
sani
ci fermavamo tante volte

GLORIA ALL'ALBA

Erano semplici versi
Rime baciate
facili a ricordare
Una storia di guerra
Grande deserto
senza un filo d'acqua
Basso il destriero
ed anche zoppo
faticava reggere
l'eroe
Senza orizzonti
volevan conquistare il mondo

L A PENNA SCRIVE DA SOLA

Ronzio odioso
dalla radio che non ascolto
Commenta una voce
i fatti del giorno
Vocali
consonanti
forse è un'altra lingua
Il Ponte sul Bosforo
La Morte di Marat
Guernica
Immagini fondamentali

COME SE FOSSE VERO

Vedi la luna?
E quella stella?
Non quella
l'altra
a sinistra
si proprio
Ecco
Se vuoi
te la regalo
Salgo di notte
sul tetto
Mentre dormirai
andrò a rubarla

Il giorno dopo
ti sveglierai con un pacchetto

GIORNATA DISPARI

Un soffio primaverile
senza sapore alcuno
ho creduto di sentire

Tra il muro
ed il mio fianco

Ho stretto la catenella
sul passaggio pedonale
A testa china la giovane suora
sempre pregando

S I L E N Z I O

Sospesa
La nota
non cade
Accanto la mimosa
un filo immaginato
la regge
Inizia
quel ricciolo
una sinfonia
senza nome
Aspetta l'archetto
spasima la corda
Piegata a sinistra
inizia la viola

IL MERCATINO DEL GIOVEDI'

OTTO BANCHERELLE
SOLO OTTO
VECCHI LIBRI
SLABBRATI
DI SCUOLA ED AVVENTUTE
MADONNE COL BAMBINO
PANORAMI CONFUSI
CIELI ROSA SFUMATI
FERRI DA STIRO
PESANTI
QUELLI A CARBONE
POSATE IN ARGENTO
LUCIDATE CON SABBIA

IL GIARDINETTO DEI GIOCHI

OSCILLA
INDIETRO
AVANTI
SOLA
L'ALTALENA

LA PICCOLA FARFALLA BIANCA
IMMOBILE
CERCA EBBREZZA
RICORDI
PROFUMO
VUOTO E' IL SEGGIOLINO
PRIMA
STRINGEVA LE CORDE
UN BAMBINO
PER NON CADERE

PIU' NULLA DI CIO'

QUANDO SI VOLSE AL MARE
SCORSE UNA BIANCA VELA
TRASPARENTE
LENTA
SENZA DRAMMA
AFFONDAVA

COME STAMPATO
IL SOLE ROSSO
SORRIDEVA
C'ERA LA TRATTA
DAVANTI AL REGINA
SI SAREBBE CONCLUSA
DENTRO LA RETE

INUTILE PENSIERO

SE E' ARRIVATA
QUESTO NON SO
PITTORI
POETI
MENDICHI
NULLA HO PERCEPITO
STREMATO
LUNGA ATTESA SULL'ARGINE
OCCHI APPICCICATI
DENTI SERRATI
STUPIDE LABBRA
SEMIAPERTE
SENZA AUTOPSIA
INDIFFERENTI NECROFORI

INTERVALLO ORE 13

PARE
QUALCOSA CI SIA
CERCO TRA I VOLTI
CAMMINANO SVELTI
CORRONO
TUTTI
DOVE NON SO
UNA INDOSSA IL BURKA
UGUALI
GLI ALTRI
NEGLI USURATI JEANS
ZAINI GONFI
SIGARETTE
CELLULARI
RAGAZZI
RAGAZZE

AMORI SMARRITI

ERA D'ESTATE
LA SERA
DOPO LE OTTO
SI FACEVA LA PASSEGGIATA
SUL LUNGOMARE
O TRA LE VIUZZE INTERNE
IN CITTA'
AVEVA
CARLA
POCO PIU' DI QUATTORDICI ANNI
PER LA SUA ETA'
ERA ALTA
LE FORME GRAZIOSE

ARAMAICO ANTICO

RABBIA
SFOGO MATTUTINO
TENDE TUTTO IL VOLTO
LA SIGNORA DEL BAR
VORREBBE RIFARE IL MONDO
TAZZINE
BICCHIERI
PANINI
CAFFE'
DI CORSA COL SORRISO STAMPATO
ARRIVANO RAGAZZI
RAGAZZINE
CACIARA ED ALLEGRIA

DOMENICA AD ARQUA'

TANTA PAURA
SILENZIOSI TREMANO
POLSI
DITA
QUESTI ANTICHI LIBRI
SEGRETI
VERSI
PULSANO PAGINE
SENTE L'ORECCHIO
PREGHIERE
SOSPIRI
DEL PETRARCA
CHIUDO GLI OCCHI
VEDO I COLLI

APPARVERO COSI'

I DISCHI DI DINO

E' questa
semplice musica
Fatta di fisarmoniche
voci emiliane
Diverte gli anziani
la domenica
Ballano sognando
Come bambini
dai passeggini
tendono mani pulite
chiedono
stretti
stretti
Sudano

CI VUOLE UNA SPINTA

Lo scorrevole cancello in ferro
è di nuovo chiuso
Poche macchine in cortile
Le ferie son finite
Non c'è tanta voglia di ridere
Mi pare
Ci guardiamo poco volentieri
non ci riconosciamo

C ' ERA LA GERMANIA

Separati
da scambievole paura
volgemmo lo sguardo
alla foce del Danubio
Il piede affondò
sassi gelati dall'acqua veloce
A sinistra
lontano
dai monti etranei
cadeva un aquilone
senza colore

SETTEMBRE CHE ARRIVA

Vuoto
come non mai
stamattina
Piazzale Mazzini
Oddio
Pare quasi sia passata
una guerra vigliacca
di nascosto
senza feriti o morti
lasciati per terra
Duole forte questa luce
ghiacciata
Blu notte siberiana

C A R O R I C C A R D O

Quando da grande
sempre con la erre moscia
un attimo
per caso
mi ricorderai
Sorridi
Come sai fare tu
Mi piacerebbe conservassi
un'immagine sfocata
come quando rimprovero Fibi
chè non ha fatto i compiti

IL GABINETTO DEL DOTT. CALLIGARIS

Lacrima rotta
cristallizzata
spezza la luce
Non vuole cadere
Rifiuta il cervello
L'immagine estranea
corrode
arriva sgusciando
coperta
da granelli di sabbia
A mani nude
stropiccio l'occhio

LE DITA AFFUMICATE DI RAVEL

Vaga nell'ombra
sbatte
ritorna
fugge
si perde nei tappeti
Sola
è la viola
Presa per mano
dal tasto nero
pigiato prima
da Maurice
E' l'Abanera
Fuori
Barcellona brucia
C'è peccato nelle chiese di Gaudy

ERA PRIMA IL PONTE DI MIRABEAU

Sembra più alto
lo scalino
Giù
scorre la Senna
porta via L'Atalante
sino ad Ancona
E' Carnevale
Grosse ruote
sotto la chiglia
corde bagnate
salate
ne fanno un carro
Tirano caramelle
risate in lingua dimenticata

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