dario.petrolati's blog

SOLE INGANNATORE

Buca pei vetri

Giù nel cortile

Arriva presto stamattina
ma non mi fido

E' strano vigliacco
fuori tempo
stagione

Ha secondi fini

Dentro la buia stanza solo la lampada fiacca

COSTUME DI RAGAZZA

Tirato
nero
elastico

Pezzo unico

Parevi quasi una suora
castigata

Come se temessi sguardi ladri disonesti

Eri sportiva
filavi veloce fregando anche
gli amici

Fumavi

SORRISO MAGIARO

Signore

Mi chiama
per il saluto mattutino

Dietro l'inferriata
della finestra sul cortile appare la giovane donna

Denti bianchissimi anche se ancora non è giorno

Tenta un dialogo

SARAMAGO

Josè Saramago
ieri non è morto

Anche se altre volte
ci aveva provato

Aveva 87 anni

Comunista Ateo

Il mondo culturale
e non
oggi si sente più solo
anzi perduto

DIRITTO AL LAVORO

Poco
si discute eppoi con indifferenza si passa pensa altro:

POMIGLIANO

ma come
cosa vogliono e chi si fida
così o così
sempre meridionali sono

ora anche anarchici

SERENELLA

Mi son perso nel cielo di Padova

Era anche freddo
avendo piovuto
il giorno
ed anche prima

Sotto un portico
ho guardato ancora
la tua immagine bambina
l'ho fissata in testa

NORAH JONES

Eccola qui
mi struscia
appoggia la voce
assieme
i colori dell'arcobaleno

Indossa il vestito
mantello
slacciato
quasi a coprire
il giovane seno

Soffia la voce
piano
pianissimo

INFERRIATA

Presto
la mattina
arriva in cortile

Sento voce di donna
incerta
timida
giovane

Mi giro
non vedo
son solo
eppoi
una mano
un braccio nudo
lungo e bianco
si agita

Ecco l'ho vista

VOCI STRANIERE

Mercato del Cairo
commenta una voce

E'donna portoghese

Strana
forte emozione

Piedi impolverati
ori di lanterne
spente
tese tra tende
corde
bagnate

Per sette giorni

ANNA E MODIGLIANI

Oggi è la giornata
di Mody

A Gallarate
si tiene una mostra
pochi disegni
su carta color ocra

Occhi vuoti
che guardano dentro
dice Anna
bocche rosse sottili
rifinite con china

IO E LE STELLE

Tempo fa
vidi cinque cieli stellati

Il primo era brillante
anzi splendente

Era pieno di stelle

Tutte gemelle

Vorrei anch'io
far brillare il cielo

Se ci riuscissi

FIORI STAMPATI

Su tessuto leggero
bianco
trasparente
quasi

Breve
sino alle ginocchia
eppoi le gambe
forse assolate
magre
sfruttate
da camminatrice
quale tu sei

Ridevi
come sai fare tu

A BRACCIATE

Larghe
lunghe
quanto la tastiera

Oggi si ricorda Schumann
tutta raitre
da stamattina
sino a stasera
ogni nota

Silenzio

Tutto Schumann

In questa Società
ove contano
valgono

L'ESTATE CHE VERRA'

Non per malinconia
triste presagio

Sento
intuisco che l'estate ventura
io non verrò

Ci sarà
quel sole giallo
di fuoco

La sabbia bollente
farà saltare
scotterà lo stesso

CANZONE ARGENTINA

Nera la gonna
tutta pieghe

Lunga
quanto non si sa

Calze inquietanti
a rete
scarpe nere e forti

Battere i tacchi
faceva rumore

Rossa la bocca
grande truccata
stringeva una rosa

ANNIE VIVANTI

Voleva stampare
sue poesiole
la profumata signorina

Chiedendo per favore
piegando la vocina
bussava
di porta in porta

La bocca pittata

Muoveva le labbra
come san fare le putte

IL PUO' DARSI

No non farmelo

non dire quello che pensi

sai che sono solo
in questo cortile
un giorno pieno di note

ti prego

senza dirlo
capiscimi

odore di polvere
quella da sparo

CINEMA

La giornata si presenta bene

Almeno un rosa nel cielo
fa quasi venire l'illusione che stia arrivando il caldo

Non quell'afa irrespirabile agostana
di mezzogiorno
ma graziosa primavera

BUCO DEL MONDO

In fondo al mare
laggiù nel golfo
quello di Heminway

Non serve la bomba
cemento
fantasia malata
getto maligno
il mondo muore

Domani o forse ieri
è già successo

Guardo le labbra

RISATE IN PARADISO

Sembrava esserlo

invece era un parcheggio di bici rubate
accozzaglia di bugie
mal messe
caffè ingeriti
non pagati

chi ride allora
proprio non so
anzi mi sembra
un pianto strano

LA BOCCA AL TUBO DEL GAS

Se si continua
ad ascoltare
la TV o leggere
giornali

Intanto i ladri
tentano entrare
al bar di Lorenzo
sfondando
di notte
la porta dietro

C'era un'insonne
verso le tre

INUTILE MALINCONIA

Prima un caffè doppio

Pochi metri ancora
sotto i portici

Due vetrinette
liquidazioni
vestiti
scarpe

Sembrano stracci colorati
quasi avanzi di bandiere

Dopo breve obbligata

PUDORE

Ho dato la parola

Il suo carattere
fatto di durezza
niente poesia
nuvole sogni

Grossa come un maschio
sino all'ultimo
parlava di cazzotti
mai di carezze
sogni
sospiri

VOLGITI ANNA

Gabriella Caramore

Ha voce
che sa sfidarti

Lingua veneziana
un giorno
mentre giocava
in campo

Pronunciava
sottovoce
canti leggeri
d'origine ungherese

Era destino

Dio

PARTE CIVILE

OGGI RICORRE LA DATA

STRAGE DI CAPACI
NON VOLEVO CREDERE

POI LA TELE
LA RADIO
I GIORNALI

QUEL MANIFESTO
DELLA CGIL
COL FIORE ROSSO

"L'ITALIA SI COSTITUISCE
PARTE CIVILE"

COSA VUOL DIRE NON SO

C'è forse un dio

non credo
non voglio saperlo
ho altro da pensare

più vigliacca è la morte
della Signora
si proprio lei
quella che sembrava eterna di ferro
fascista

mi ha ospitato

LA SFIDA

Raccolti
con grazia civettuola
lunghi capelli

Sfidano il vento
leggero che si profuma
passandoci in mezzo

Usciti

Sapranno di lei
della sua mente
saranno pensieri
segreti
gridati

LETTERA

So il nome
aspetto stupendo

Gianluigi mi scrive
cose non parole

Lontano

Vive laggiù
dove una volta
passai la mia
allegra giovinezza

Almeno mi pare

Di amici

LE AVVENTURE DI ALESSANDRA

Promette
su face book

Ed io ci credo

Vedo sue immagini
pel mondo

Posti che le dovrebbero
piacere
intontire

Ha pelle bruciata dal sole
vestita come un minatore

Alessandra

LIBRO

Quell'amico
vicino
e lontano

Misterioso
unico

Vive laggiù

Sorride anche per telefono
le troppo poche volte
che ci sentiamo

Io so di lui
che si arrampica
cura alberi

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