dario.petrolati's blog

FLUSSO DI PRIMO MATTINO

Questo gelo immaginato
blocca il sangue
che più non cade
Il taglio profondo
sottile
ha
lo sguardo di Oriana
scavato nelle mie vene
Sotto il cappello
nascosti
quegli occhi bruciati
mai hanno pregato

VIVA L'ITALIA

Colori della mente
Foto in bianco e nero
di gruppo familiare
Mia sorella
col grosso fiocco
in testa
Lunga quanto la piazza
la caserma vuota
I giardinetti al centro
Cadde dal tetto
un giorno

ERA UNA DONNA INQUIETA

L'anima
stessa
Paura indubbia
Desideri di carezze
tanti
Eppure
il gesto delicato
di calma mano
aperta leggera
temeva

L'intervento riuscito
Addirittura sente
forza alle labbra
stringe le gaulois

JEAN SEBERG 1938-1979

Dopo bevve
Assieme un tubetto intero
di Roipnol
Conato di vomito
vertigini
Disfatto letto

Eppoi morì
Fragile
sola
inquieta
Vennero tardi
a sollevare il lieve corpo
senza lavarlo

Giovane

GLI OCCHI DI TINA

Vita violenta
Urlata
Sparata
Ora accasciata
giace
Pare dorma
Dicono infarto
Il taxi
segue la sua corsa
Neruda
dettò versi
sulla bianca pietra

50 anni dopo
esami necroscopici
dissero:

OMBRE DI NOTTE

Ricordi
quando il vecchio nano
ci passò vicino
nella sala d'aspetto
dell'Ospedale di Camposampiero
che strano fastidio
provammo?

E quel giorno
al Luna Park di Senigallia
ove giostre e macchinine

DOMENICA IN PAESE

Balli di gente sola
Forse dimenticata
Chiamano " Liscio "
dischi riprodotti
canzoni di molti anni fa
Parole semplici
amore-giuramenti
lacrime-sorrisi
luna-eternità
Tutto un pretesto
per stare assieme

PRIMA CHE COMINCI IL GIORNO

Veloci parole
labbra
solo per provocare
Pensieri distanti
dal soggetto
che ho in testa
Denti tutti
bianchi come lenzuoli
stesi sui prati
a primavera
Vorrebbe fuggire
la lingua prigioniera
Si agita

CHE E' BELLA ( Come una parigina )

Come una modella
La mamma più bella
E papà quando torna
appena mi accarezza
Fiby gli corre intorno
ci gioca -lo lecca-
Ed io-io

La mamma ed il papà si guardano
In un un modo
Credono che io non capisco

CHIUSA LA PORTA-PIANO-LEGGERA

Pochi scalini
luce fioca
Subito è strada
Senza giorno
la mattina
rumori
passi
di chi cerca un futuro
questo silenzio
infonde paura
toglie speranze
Braccia e mani tese
davanti
a proteggersi da voli veloci

TINA MODOTTI ( POETESSA )

Se un bambino
muore di fame
quando un povero
imbraccia il fucile
C'è grande confusione
sotto il cielo
Urli
Silenzi
in bianco e nero

Emozioni da infarto
sincere parole
bugie ricche di perle

COSA SIA NON SO

Cade la pioggia
a sprazzi
Pare violenta
dietro l'angolo
Incerta
sospesa
sciocca
Ha solo bagnato
le poche foglie
rimaste per terra
Un vento notturno
le aveva spostate
giù
fino alla Via
ai vicoli prospicienti

DESIDERIO

E'andata
ho preso coraggio

Le ho mostrato la poesia:
L'Amore

Una luce
come di scuola
mandava
la finestra di lato
Forse sicura
emozionata
non so
Ad occhi bassi
temevo
desideravo
una reazione

PICCOLE FANTASIE

Da poco
sa leggere l'ora
Contare i soldi
non è il suo forte
Sandra e Fabrizio
gli spiegano
Olga si agita
collabora
da brava maestrina
Fibi s'intromette
vuol giocare a palla

Riccardo scrive poesie

SIGARETTA SPENTA

Stampato a Lanciano
il secolo scorso
un libriccino
costato pochi centesimi

Suonata a Kreutzer
in caratteri poveri

Dimenticato sul tavolo
assieme a cose inutili
Scivola in terra
un foglio bianco sporco

LA PUNTA DELLA MATITA

Regge
A fatica
ma regge
Chissà
per quanto
ancora
Lapis
diceva il maestro
Fate la punta al lapis
Per le dediche
sul frontespizio
di antichi libri
usare la matita
Mai violentare la carta

ULTIMO DELLA FILA

Piccole piccole
inzuppate dalla pioggia notturna
gialle
marroni
snervate
infinite
Le foglie cadute
sparse con dolcezza
quasi
Piazzale Mazzini
sembra un Utrillo

Senza rumori
persone
Il tempo si è fermato

NERI ANCHE I CAPELLI

Asciuga le mani
Il filo d'acqua
scorre lo stesso
Apre la busta
Si ferma
un secondo
Senza respirare
legge

Emozione
non troppo nascosta
Scruto quegli occhi
il volto liscio
la pelle scura
denti bianchi

LE STAGIONI DELLA BORA

Lungo è il pensiero
Strano
come la vita di mio padre
Era falegname
fece il carpentiere
divenne partigiano
Fu disoccupato
Litigava con la mamma
prendeva i suoi vestiti
sbatteva la porta di casa

LA SIGNORA

Sparita
volata via
Dopo Parigi
più non incontro
magari di corsa
La Signora dai Capelli Blu
Pareva di toccarla
quasi
Ogni mattina c'era
Come ventata primaverile
entrava alla Viennese
Tra specchi

L'AMORE

Trema
piano
mi prende la mano
Chiude gli occhi
apre la bocca
Dice qualcosa
sussurra
Si accascia
Aspetta per terra
E' tutto desiderio
accoppiamento sublimale
Lamenta
Aspetta

Sempre veloce

DICONO,MA NON E' VERO

Dentro i tubi
Grossi tubi di cemento
vuoti
Serviranno per gli scarichi
dell'Anagnina
Periferia di Roma
ignorata
negata
oscurata
Rumeni
uomini
bambini
dormono con i topi
Corrono
all'alba

L A RAGAZZA SUORA

Il nome tuo
Bianco come il fiore
che nessuno può toccare
succhia
acqua profumata
simile al suono
della tua voce
Mi dici poeta
è vero
Perchè non so
Cosa vuol dire
Una furia confusa
nascosta

N A S C O N D I N O

Sono giochini
di bimbi
Tanta gioia leggera
Sotto i portici
sul prato deserto
Altalene
cavallucci a dondolo
panchine di legno
Non c'è alcuno
Scesa da poco la sera
arriva la nebbia

E':la pianura padana

SERA A MONTMATRE

Su in alto
lontane luci
scagliate
nel grande cielo
di Parigi

Appena s'ode
la fisarmonica musette
portata dalla Senna
sino a quest'angolo

Due innamorati
stretti
abbracciati
si promettono

PREGHIERA NEL CANILE

Ho rifatto il guanciale
mille volte
Non sono ugualmente riuscito
a dormire
Puntando le cervicali
con forza
contro lo spigolo del divano
sentivo opaco dolore

Ho creduto
finalmente
di appisolarmi al suono

QUADRETTO IMPROVVISO

Accucciati
sdraiati quasi
Sopra un lenzuolo sfilacciato
bianco
Ridono piano
di gusto
due ragazzi del Partito
Ne ha viste
questo cortile
Pulito
nascosto tra vecchie mura
al principio
di Via Beato Pellegrino

ANIMA STUPRATA AI MARGINI DEL BOSCO

PELLICOLE SVANITE
SFUMATE IMMAGINI
SOLO
NOME E COGNOME
DUE DATE

DI SILVIA PEATH
RESTANO ALMENO
SOSPIRI
ESPRESSI NELLE SUE POESIE

TU
INVOCAVI
DISPERATA
AIUTO
SCOMPARIRE

MUTI PIANTI SILENZIOSI

G I R O T O N D O

Circoli concentrici
grembiulini azzurri
rosa
sulla Collina di Montparnasse
Neniette ripetitive
al cielo rivolte
Bambini
delle Materne
note graziose

Non capisco
parole
Solo sorrisi

Camus

Z I Z I

Sul marciapiede
di una strada anonima
appoggiata al muro
seduta per terra
Una ragazza pensosa
disegna
con pezzetti di gesso
i contorni
dei suoi magri piedi

Vestita di povere cose
non chiede elemosine

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